Murdoch chiude il tabloid degli scandali, ma Londra è nel panico

News of the World chiude, non può sopravvivere allo scandalo delle intercettazioni illegali, ha violato la privacy di cittadini comuni, non può continuare a stare sul mercato. Prima gli inserzionisti hanno iniziato a ritirare i loro investimenti pubblicitari nel tabloid, poi ieri l’erede dell’impero Murdoch, James, ha annunciato che domenica sarà l’ultima volta in edicola per News of the world. Leggi In morte del giornale tabloid di Paola Peduzzi
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Ultimo aggiornamento: 21:32 | 23 AGO 20
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http://www.ilfoglio.it/soloqui/9577Londra. News of the World chiude, non può sopravvivere allo scandalo delle intercettazioni illegali, ha violato la privacy di cittadini comuni, non può continuare a stare sul mercato. Prima gli inserzionisti hanno iniziato a ritirare i loro investimenti pubblicitari nel tabloid, poi ieri l’erede dell’impero Murdoch, James, ha annunciato che domenica sarà l’ultima volta in edicola per News of the world. Il punto di non ritorno è stato attraversato all’inizio della settimana, quando si è venuti a conoscenza del fatto che le intercettazioni illegali non riguardavano soltanto attori, politici, sportivi come si sapeva già da tempo, ma chiunque fosse coinvolto in fatti di cronaca, dalla ragazzina scomparsa e uccisa nel 2002 fino alle mogli dei soldati morti in guerra e i familiari delle vittime dell’attacco nella metropolitana di Londra di sei anni fa.
Secondo la versione ufficiale del gruppo Murdoch, gli alti livelli del giornale non sapevano nulla e anzi trovano tutta la faccenda “deplorevole”, come ha detto lo stesso Rupert Murdoch. Tutto il sistema è però sotto pressione, non soltanto i manager di News International. Il premier conservatore, David Cameron, è considerato un “murdocchiano”, è amico di Rebekah Wade, ora a capo di News International ed ex direttrice di News of the world; ha assunto come suo capo della comunicazione Andy Coulson, che si era dovuto dimettere dalla direzione di News of the world quando scoppiò lo scandalo (si è poi dimesso anche da capo della comunicazione, ieri il Guardian dava per imminente il suo arresto ) e a lungo si è favoleggiato su incontri segreti con i dirigenti del gruppo. Ed Miliband, leader di quel New Labour che Murdoch contribuì a creare a metà degli anni Novanta, ha scritto ieri che il premier deve chiarire i suoi rapporti con i Murdoch, e lo deve fare al più presto. Peter Oborne, commentatore conservatore vicino al governo, ha scritto sul Telegraph che la reputazione del premier è ormai definitivamente danneggiata.
Oggi il governo avrebbe dovuto decidere se dare la possibilità al gruppo Murdoch di prendere il controllo di BSkyB (c’era già stato un parziale sì qualche mese fa), ma ha rimandato il verdetto di “alcune settimane”. La giustificazione ufficiale è che la commissione che valutava il caso è stata subissata da messaggi contrari all’acquisizione, ma ieri mattina i commentatori inglesi parlavano di “panico a Downing Street”. Se Cameron avesse deciso di andare avanti con l’operazione di BSkyB, come aveva fatto intendere un paio di giorni fa, non avrebbe più potuto levarsi di dosso l’immagine di murdocchiano; se l’avesse respinta, avrebbe tradito una parola che, seppure con cautela, aveva già dato. L’unica alternativa era rimandare, si dice che fino a settembre il governo non si occuperà della vicenda.
Ora, come ammonisce l’Economist in edicola, Cameron deve prendere l’iniziativa: istruire l’inchiesta che ha annunciato durante il Question Time, capire se è vero che la polizia ha contribuito a insabbiare lo scandalo e verificare se la pratica delle intercettazioni illegali è davvero di uso comune in molti tabloid. Altrimenti anche il governo rischia ripercussioni pesanti: se cade il kingmaker Murdoch, cadono anche tutti coloro che lui ha contribuito a creare.
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